“Punto S”. La sessualità nell'era Covid non è più la stessa. E difficilmente tornerà come prima


Translating…

Quando tutto sarà finito, tutto sarà diverso. Sesso compreso. Se la fase 1 ha fatto rima con astinenza e sesso virtuale e la fase 2 ci vuole “ricongiunti” ma non troppo, c’è già chi si fa domande e ragiona su quali potranno essere gli effetti a lungo termine esercitati dal Covid-19 sulla sfera sessuale di single, coppie e amanti.

Secondo l’esperto tedesco di benessere sessuale Axel-Jürg Potempa, “la notizia di un virus molto pericoloso, in un primo momento, genera paura, che a sua volta può provocare un flusso di adrenalina e una conseguente ‘scarica di dopamina’ che aumentano desiderio e libido”. Sarà anche per questo che, durante il lockdown, la vendita di sextoys ha fatto registrare numeri da capogiro. A tradurre la teoria in numeri ci ha pensato il Financial Times, che ha fatto i conti in tasca ad alcune realtà tedesche del settore dei prodotti per il benessere sessuale.

“Ritex, il più grande produttore tedesco di profilattici, ha visto quasi raddoppiare le sue vendite di marzo” rispetto allo stesso periodo del 2019, sottolinea il FT. E, sempre anno su anno, il fornitore berlinese di vibratori Dildo King ha segnalato un incremento di vendite dell’87% dall’inizio del distanziamento sociale. Eis.de, leader dell’e-commerce nel settore, ha registrato sold-out per le sue confezioni “jumbo” da cento preservativi. Ma tutto il mondo è Paese. Anche in Gran Bretagna, il brand di lingerie e sex toys Ann Summers ha visto un bel segno più nei grafici delle vendite post-lockdown. Su Instagram c’è perfino chi ha pensato di lanciare una #SexToyChallenge: l’idea è partita dal profilo della psicoterapeuta Taylor Nolan, che ha voluto chiudere il “Masturbation May 2020” (mese dedicato all’autoerotismo, ndr) invitando gli utenti a parlare del proprio benessere sessuale ai tempi della quarantena.

Durante l’isolamento, numeri in crescita anche per il traffico sui siti di video a luci rosse. Secondo un report pubblicato da Pornhub, il 12 marzo (data in cui la piattaforma ha offerto per prima all’Italia l’accesso gratuito ai suoi contenuti Premium, ndr), il traffico ha registrato un incremento del 57% nell’arco delle ventiquattro ore. Sempre dalle statistiche del portale, si apprende che sarebbe aumentato significativamente l’accesso da parte dell’utenza femminile ( 36%). Il pubblico maschile, invece, ha fatto segnare un aumento di accessi pari 24%.

Sul fronte sessualità in rete, si segnala anche che MatchGroup, leader delle app per incontri e possessore di Tinder, pensa all’introduzione di una funzione di videochat, in modo da ridefinire l’approccio amoroso ai tempi del Covid. L’annuncio è giunto all’inizio di maggio con un documento diretto agli azionisti da parte dei vertici della società: “Dato che i daters hanno manifestato forte interesse per gli appuntamenti in video, i nostri team di tecnici e di prodotti in tutto il mondo si sono mobilitati rapidamente per implementare le funzionalità di chat video uno-a-uno”.

Inoltre, in pieno lockdown, Tinder ha raggiunto un nuovo record di swipe giornalieri, ovvero di profili sfogliati dagli utenti. Nel mese di aprile – è stato reso noto – il numero di swipe delle donne sotto i 30 anni è aumentato del 37% rispetto a febbraio. A crescere anche il numero di messaggi inviati su tutte le piattaforme del gruppo – oltre a Tinder, ok Cupid, Match.com e Hinge – con un 27% che sale al 35% per gli utenti under 30.

Non riesco a stare senza il mio lui. In compenso ho la memoria piena delle sue foto. Ma il contatto fisico, l’odore della sua pelle, manca, cavolo se mi manca!”, “Non vedo il partner da due settimane e sto pensando di creare una sua figura in 3d. Non ho la stampante però”: sono alcuni messaggi che si possono leggere in rete e che testimoniano come ad aver visto mediata dalla virtualità la propria dimensione sessuale siano state anche le coppie, in molti casi divise dalla quarantena. Tanti hanno scelto il “sesso a distanza”: telefonate, sexting, video-call e scambio di selfie sono diventati un modo per sentirsi vicini al partner nonostante le limitazioni. Ma basta fare un giro sui forum per capire che si tratta di blandi surrogati. 

Se la virtualità ha giocato un ruolo fondamentale durante il lockdown, il rapporto fisico propriamente detto non è stato da meno per i conviventi, tanto che c’è chi ha voluto fornire indicazioni ‘ad hoc’ per un approccio sicuro. Il Dipartimento di Salute di New York, per esempio, ha diffuso specifiche linee guida: possibili i rapporti sessuali fra partner conviventi non esposti a rischio contagio, o che abbiano superato le due settimane di isolamento senza presentare sintomi, mentre è stata ritenuta opportuna la sospensione dell’attività sessuale per le coppie non coabitanti. Il NYC Health Department, inoltre, ha sottolineato l’importanza dell’autoerotismo come pratica scevra da rischi, raccomandando attenzione alla corretta igiene personale e dei sex toys.

Un capitolo a parte riguarda le coppie con figli che, durante il lockdown, hanno visto limitate privacy e libertà. Nella quotidianità i bambini vengono affidati alla scuola e, a volte, ai nonni in orario extra-scolastico, mentre i ragazzi sono impegnati in attività che consentono ai genitori di conservare i loro spazi: la pandemia ha cambiato le carte in tavola, costringendo le coppie a momenti di intimità fugace, non sempre possibili. “Periodo di astinenza. Io lavoro, mia moglie è a casa coi bimbi. La prole non aiuta, visto che si alza ad un orario imprecisato della tarda mattinata e la sera non va mai a dormire. In più la mia consorte è in ansia da notizie catastrofiche”, scrive un utente su un forum dedicato ai rapporti di coppia.

E così si palesa lo spettro della crisi: in Italia, come già accaduto in Cina, al termine della fase 1 si è verificato un boom delle richieste di divorzio. La quarantena, infatti, ha visto esplodere tensioni latenti o ha esasperato situazioni già critiche, portando i partner alla decisione di prendere strade diverse: la dimensione sessuale è certamente implicata. 

Tempi complicati anche per gli amanti e per gli habitué degli incontri clandestini: spostamenti limitati e confinamento non hanno di certo prestato loro il fianco. Qualche settimana fa, a fare notizia era stato il caso di Neil Ferguson: luminare 51enne di modelli matematici applicati all’epidemiologia e teorico del lockdown inglese, forzato a dimettersi da consulente di Downing Street dopo essere stato stanato dal Daily Telegraph a violare, in incontri clandestini con l’amante, le restrizioni da lui stesso raccomandate e ottenute per milioni di britannici. “Il professor lockdown” si è cosparso il capo di cenere, riconoscendo il proprio “errore di giudizio”.

Ma eccoci giunti alla fase 2 che – avvertono gli esperti – non dovrà significare “liberi tutti”. È stata la stessa Società italiana di contraccezione (Sic) ad invitare alla prudenza: “Ridurre le distanze fisiche non significa che il rischio di contagio da Covid-19 sia diminuito o scomparso: tutt’altro. Sebbene pare sia molto remota la trasmissione del virus attraverso le secrezioni vaginali o il liquido seminale – infatti soltanto in due studi il virus è stato trovato nei testicoli di un uomo e nel fluido vaginale di una donna – bisogna comunque fare attenzione e proteggersi”.

E intanto, fuori dal lockdown, le recenti cronache ci consegnano storie di piccole grandi tribolazioni amorose: chissà come devono essersi sentiti i due fidanzatini di Pavia multati mentre, mentre muniti di mascherine, si abbracciavano per le strade della loro città. Uno slancio non è ammesso dalle attuali regole contro la diffusione del coronavirus. Il giovane, poco più che ventenne, è stato sanzionato da una pattuglia di agenti in borghese: dovrà pagare una multa di 400 euro (che potrà essere ridotta a 280, se la sanzione verrà saldata entro 30 giorni dalla emissione del verbale). 

Intanto c’è già chi pensa alla fase 3, che sembrerebbe profilarsi complicata anzitutto per i single. “Il bacio, primo, decisivo e simbolico passo nel contatto intimo è davvero off limits e credo che il coronavirus dal punto di vista del contagio sia peggio dell’Aids dal quale si sa come difendersi. Il problema con il Covid-19 è che ancora non tutto è chiaro: non é stato dimostrato che i liquidi biologici umani, come ad esempio lo sperma o la lubrificazione, siano dei vettori attraverso i quali trasmettere il batterio, ma è sicuramente vero e comprovato che tutto quello che concerne il contatto fisico deve essere evitato: baci, abbracci e anche la semplice stretta di mano che tradizionalmente dà il via a nuove conoscenze e rapporti”, ha spiegato all’Agi il sessuologo Marco Rossi. 

Se l’Aids ha lasciato per tanto tempo la paura dei rapporti sessuali come fonte di trasmissione, nel caso del coronavirus sappiamo che il contagio può verificarsi anche soltanto attraverso un’incauta vicinanza: un timore che sarà difficile da scardinare. La pandemia ha visto crescere il desiderio di alcuni, ma ha condotto tanti altri a sperimentarne il calo.

D’altronde lo stesso Sigmund Freud, parlando della riduzione delle pulsioni nei soggetti ipocondriaci, affermò per primo che la libido può cambiare “obiettivo” di fronte alla paura della malattia: se ci distogliamo dagli oggetti e dal mondo esterno, finiamo per sganciarci dalla sessualità e dal desiderio. In altri termini, il timore di ammalarci può assorbire le risorse libidiche sottraendole all’attività sessuale: un rischio da non sottovalutare. Soprattutto ai giorni nostri.

 

Read More